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Truffe online, l'UE riunisce banche e piattaforme: cosa cambia per una PMI (e cosa insegnavano le fiere di Champagne)

La Commissione UE prepara un codice contro le truffe online con banche e piattaforme. Cosa significa per una PMI e come difendersi già da lunedì.

Il Professore di Penzai4 min di lettura

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Tre persone con il portatile lavorano a un tavolo in una sala riunioni affacciata su un reparto produttivo illuminato dal sole al tramonto

Una persona su quattro, nell'Unione europea, è già stata vittima di una truffa online: lo dice la Commissione europea. E il 26 ottobre la stessa Commissione ha avviato un giro di consultazioni per capire se serve un codice di condotta che metta allo stesso tavolo banche e piattaforme. Vediamo cosa c'è di certo, cosa è ancora in forse e cosa conviene fare in azienda.

Cosa è successo, senza ricamare

Il fatto, per come lo riporta la fonte ufficiale: la Commissione sta consultando i soggetti coinvolti su un possibile codice di condotta volontario contro frodi e truffe online, nel quadro del Digital Services Act. Non esiste ancora un testo, e la Commissione stessa scrive che valuterà "se procedere" con la stesura. Le tappe note:

  • 23 ottobre: tavola rotonda con il settore bancario e dei pagamenti.
  • 26 ottobre: workshop con i trusted flaggers (segnalatori affidabili), la società civile e le associazioni dei consumatori.
  • Inizio novembre: incontro previsto con i gestori delle grandi piattaforme e dei grandi motori di ricerca.

Su cosa si potrebbe cooperare: scambio di segnali sui contenuti truffaldini tra banche e piattaforme (sulla scia del futuro Regolamento sui servizi di pagamento), verifica degli inserzionisti, soprattutto quelli che offrono servizi finanziari, e collaborazione più stretta con i segnalatori affidabili.

Perché riguarda una PMI

Una settimana prima, il 20 ottobre, la Commissione aveva pubblicato uno studio sulle truffe finanziarie nelle piattaforme online. Le categorie individuate sono sei: investimenti, sentimentali, e-commerce, lavoro e collaborazioni, vincite inattese, falsi aiuti per le catastrofi. Quelle più diffuse e in crescita sono investimenti e truffe sentimentali. Lo studio segnala che i truffatori sfruttano pubblicità, sistemi di raccomandazione, messaggistica privata, identità false e anche l'intelligenza artificiale generativa.

Per un'azienda questo vuol dire due cose concrete:

  1. Il tuo marchio può essere usato contro i tuoi clienti: profili falsi e inserzioni che si spacciano per te.
  2. I tuoi dipendenti sono bersagli: offerte di lavoro e collaborazioni false, o finti fornitori, fanno parte delle categorie censite.

Il codice, se arriverà, sarà volontario e riguarderà soprattutto piattaforme e banche. Non cambia da solo gli obblighi della tua impresa. Ma indica dove si sposta la pressione, e ti dice dove conviene guardare.

Il caso medievale: le Guardie della fiera

E voi direte: ma cosa c'entra il Medioevo? C'entra. Le fiere di Champagne, nel XII e XIII secolo, erano il grande mercato d'Europa: Lagny, Bar-sur-Aube, Provins, Troyes, a rotazione quasi tutto l'anno. Una curiosità di calendario: la fiera "fredda" di Troyes, per la tradizione, si apriva il giorno dopo Ognissanti. Cioè domani.

Ora, in un mercato dove si incontravano mercanti sconosciuti arrivati da mezza Europa, come si evitava che fosse il regno dell'imbroglio? I conti di Champagne dotarono le fiere di una polizia, le Guardie della fiera, che ascoltavano i reclami e facevano rispettare i contratti. Pesi e misure erano regolati con rigore. Chi non pagava veniva escluso dalle fiere successive: per un mercante, la sanzione peggiore. E nel 1209 Filippo Augusto concesse un salvacondotto ai mercanti che andavano e venivano dalle fiere.

Notate il metodo: chi gestisce il mercato risponde della sua sicurezza (la polizia della fiera) e chi sbaglia perde l'accesso (l'esclusione). Ma nessun mercante accorto affidava tutto alle Guardie: controllava la merce, i pesi, con chi trattava. Ecco, la vostra azienda oggi è in quella stessa fiera. Le piattaforme sono il mercato, la Commissione sta ragionando sulle Guardie. Ma il banco è vostro.

Cosa si può fare già, indipendentemente dal codice

RischioControllo semplice
Finto fornitore che chiede un cambio di IBANRichiamare il numero già in rubrica, mai quello nella mail
Profilo social falso che usa il tuo marchioVerificare e segnalare tramite gli strumenti della piattaforma
Falsa offerta di lavoro con il tuo nomePubblicare sul sito una pagina "come ti contattiamo"
Dipendente raggirato da messaggi privatiRegola interna: i pagamenti si approvano in due

Per approfondire le tecniche di phishing potenziate dall'AI, leggi Phishing e intelligenza artificiale.

Cosa fare lunedì mattina

  1. Cerca il tuo marchio su Google e sui social principali: se trovi profili o inserzioni che non sono tuoi, segnalali alla piattaforma e conserva gli screenshot.
  2. Scrivi la regola dei due occhi per pagamenti e modifiche di coordinate bancarie: nessuna variazione si esegue su una sola email.
  3. Pubblica sul sito una breve pagina che spiega come e da quali canali contatti clienti e fornitori, così chi riceve un messaggio sospetto ha dove verificare.

Se vuoi una mano a mettere in fila queste regole nella tua PMI, partendo dalle persone prima che dagli strumenti, dai un'occhiata ai nostri servizi. Oppure prenota una call conoscitiva gratuita: mezz'ora per capire dove sono i tuoi punti deboli.

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